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. Il Nuovo giugno 2011 n.12

Raggiungere Pola con uno dei suoi modelli navali.

Impresa da Guinnes, non impossibile per una paese di marinai come Bellaria Igea Marina.

Ivano lancia su Il Nuovo il suo progetto e attende

collaborazioni! Un’ impresa che potrebbe avere un

interessante ritorno di immagine. Da sostenere!

Il grande sogno di Ivano Bettini

Articolo di Licia Piccinini

Un uomo e la sua grande passione: il mare.

Un legame profondo, intenso, antico, fatto di rispetto, umiltà, amore, riconoscenza che, nell’orizzonte infinito dei pensieri e delle parole,

si perdono un attimo per poi ritrovarsi nuovamente

insieme, e fondersi in quella calma quasi inafferrabile, in quel sogno apparentemente irraggiungibile. E proprio qui, dove terra e cielo sembrano uniti da un caldo ed avvolgente abbraccio,

Ivano Bettini ha delicatamente appoggiato, stagione dopo stagione, tanti tasselli della sua vita, del suo cuore e, forse, un po’ anche della sua anima.

Grande appassionato di modellismo navale dinamico, Bettini, da oramai dieci anni, dedica gran parte del tempo libero alla costruzione di

veri e propri capolavori di piccola ingegneria nautica. Competenza, professionalità, dedizione hanno portato la sua attività a raggiungere,

oggi, livelli di indiscutibile pregio e valore. Per questo motivo, lo abbiamo raggiunto nella sua casa-laboratorio di Igea Marina per conoscere finalmente l’uomo, ma soprattutto l’artista che ha saputo trasformare il mare in

una grande e variopinta tela sulla quale ha saputo imprimere il segno del suo inesauribile talento e della sua singolare passione.

Un amore non solo per la profondità dell’acqua, ma anche per la terra che lo ha accolto, per quella città che, insieme a lui, condivide

la bellezza delle vele al terzo e il fascino, la storia, le tradizioni legate all’intramontabile marineria d’epoca. “Quando vidi Bellaria la prima volta, non riuscivo a credere ai miei occhi – esordisce, visibilmente

emozionato, il nostro interlocutore  Tutte quelle vele che incorniciavano ed impreziosivano ogni angolo del paese mi sono apparse come un sogno diventato realtà. Era incredibile ed unico aver trovato finalmente un

luogo dove vivere, che riusciva a rispecchiare, in tutto e per tutto, ciò che per tanti anni aveva caratterizzato la mia vita, ovvero il mare. Sono stato marinaio e sommozzatore per circa venti anni, infatti, poi il famigerato anno delle mucillagini che ha costretto molti di noi a rivedere alcune illusorie certezze della vita. Ho dovuto cambiare settore, ma non per questo ho

rinunciato alla mia grande passione. E così, da circa dieci anni, mi dedico alla creazione di modellini nautici statici e dinamici: un’ attività iniziata per diletto e che oggi invece assorbe gran parte del mio tempo libero, oltreché discrete

risorse economiche indispensabili per la progettazione e realizzazione dell’opera”. Bragozzi, trabaccoli, golette e brigantini: piccoli

capolavori che riproducono, in scala, le più belle barche della marineria tipica del Mediterraneo e dell’Adriatico.

“Dal 1840 al 1940: è questo il periodo storico al quale mi ispiro”, ci riferisce Bettini. “Le ragioni sono molto semplici. In quei cento anni

di storia, la carpenteria navale, l’armo velico in generale, ha raggiunto, a mio avviso, il massimo splendore di forma e stile, e questo

perché la vela non voleva piegarsi all’avvento del motore, non intendeva cedere dinnanzi alla superbia dell’ armatore che ambiva solamente

al guadagno immediato. Le vele tipiche dell’epoca (al terzo, aurica, latina, quadra) non sono altro, quindi, che il “ruggito” di un modo di navigare che non voleva in alcun modo rassegnarsi; in effetti, il motivo per cui, oggi,

questi “tagli” non vengono più utilizzati è rintracciabile soprattutto nel fatto che richiedono una conoscenza, una manualità ed una competenza di gran lunga superiore rispetto alla “bermudiana” e al fiocco, e ciò non ha fatto altro che determinare, nel tempo, un impoverimento della qualità marinara ingenerale”.

Piccole opere d’arte che nascono da un progetto tridimensionale e che, grazie all’abile maestro riescono a raggiungere l’armonia della forma e la bellezza della perfezione.

Strutture in legno, alberi, vele cucite a mano e fedeli, in ogni minimo dettaglio, a quelle presenti sulle imbarcazione alle quali fanno riferimento. E poi, l’arte del movimento: piccoli e semplici dispositivi che riescono a dar un “soffio” di vita a quella che è, in tutto e per tutto, espressione dell’ingegno e della creatività umana. Uno spettacolo da non perdere; un “tesoro artistico” presente sul nostro territorio che merita di essere debitamente valorizzato

ed apprezzato.

Davvero un personaggio con un incredibile talento, Bettini, ma anche un uomo con un grande sogno: raggiungere Pola con la sua

“San Michele”, ovvero un trabaccolo lungo due metri, dotato di radiocomando per le due vele al terzo e il timone. “L’impresa non è facile” – ci spiega - ma neanche impossibile. Occorrerebbero soprattutto degli sponsor per finanziare

il progetto che potrebbe, in caso di successo, avere un notevole ritorno di immagine e pubblicità per tutti i soggetti coinvolti. Si potrebbe persino entrare nel Guinness! Oltre al discorso economico, è fondamentale il supporto di

una barca di appoggio e di un gommone dal quale guidare la piccola-grande imbarcazione.

Si navigherebbe per 14-15 ore continuate e quindi diventa indispensabile avere a bordo pure un compresenza al timone, ovvero una persona con profonda conoscenza del maree dei venti in grado di fornire un valido supporto tecnico, ma soprattutto il cambio in caso di necessità o per semplice ristoro. Sarebbe davvero un viaggio incredibile e pieno di fascino.

Chissà! In fondo, nel “paese delle vele al terzo” non è forse lecito sognare?”.

Solamente un popolo capace di grandi sogni riesce a generare un mondo capace di realizzare anche grandi progetti. Ben vengano, allora, gli uomini che riescono a tener viva la fantasia e l’estro presente in ciascun di noi.

Ben vengano, quindi, le persone come Ivano Bettini!

(Per quanti volessero eventualmente sostenere il progetto della traversata o semplicemente vedere da vicino le opere dell’artista igeano, vi forniamo qualche rifermento utile al riguardo:

Ivano Bettini, Via Fermignano 22/C, Bellaria

Igea Marina. Sito internet: www.modellinavalipb. It

 Cellulare: 3331880930).