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Corderia 

Nello stabilimento di Viserba si preparavano le vele per la marineria

Un patrimonio culturale  e storico che non può andare persso

La proposta dello storico Valeriano Moroni

Rimini- (A.V.) La vecchia corderia di Viserba sarebbe il luogo  ideale per allestirvi un museo del mare. Valeriano Moroni, che da anni si occupa di ricerche sulle vicende della marineria riminese,  rilancia la sua proposta. Il futuro di quella che viene comunemente chiamata corderia è molto sentito a Viserba ed è continuamente al centro di discussioni e dibattiti. L’obiettivo è che non vada perduto quel patrimonio dell’ archeologia industriale a vantaggio della cementificazione, che avrebbe oltretutto un impatto nefasto sulla già collassata viabilità locale.

“Nella vecchia corderia – spiega Moroni – venivano preparate le vele utilizzate dalla nostra marineria. Per questo sarebbe bello se al suo interno si potesse allestire anche un museo del mare. Moroni nel corso delle sue ricerche presso la Biblioteca Gambalunga ha avuto la possibilità di consultare la raccolta del Bollettino della Camera di Commercio di Rimini che a più riprese fornisce notizie sull’attività dello stabilimento viserbese. Nel 1913 la corderia era arrivata a dare lavoro a circa 250 operai, la produzione mensile si aggirava suo 70.000  chilogrammi di cordaggi che venivano esportati anche in Sud America. Nel dopoguerra la corderia era diventata proprietà del finanziere milanese Ceschina, che si era impegnato a ricostruirla e a rimetterla in attività. Le cose sono andate diversamente e da oltre 60 anni quel grande complesso aspetta di venire sottratto al degrado. E non mancano proposte di seguire l’esempio di altre realtà europee che hanno saputo riqualificare questi autentici reperti di archeologia industriale. (articolo uscito su LA VOCE DI ROMAGNA di giovedì 4 Febbraio 2010)